Flotilla per Gaza: la stigmatizzazione degli attivisti e il silenzio sul genocidio - Il Fatto Quotidiano
Bene farebbero i politici che delegittimano in questi giorni gli attivisti della flottiglia a raggiungere velocemente le navi e imbarcarsi anche loro
Nella comunicazione politica ogni volta che si parla si responsabilità implicitamente si passa un messaggio: chi non si ferma e tira diritto è un irresponsabile, chi non vuole mediare è un’estremista
gli attivisti della Flotilla sono descritti come: radical chic, irresponsabili incapaci di valutare gli effetti delle loro azioni, persone animate da narcisismo e voglia di protagonismo e, in ultima istanza, gente pericolosa per gli interessi della nazione
l’esercizio semantico che porta a circoscrivere il perimetro del concetto di incolumità. L’incolumità è quella di chi è simile a noi, dei nostri concittadini, e l’interesse è rivolto al figliol prodigo verso cui si indirizza l’amorevole richiamo del genitore
la protezione armata alle navi con equipaggi italiani terminerà nel momento in cui le imbarcazioni entreranno in acque israeliane
Le acque israeliane davanti a Gaza non esistono. Esiste un blocco navale imposto da Israele con la forza dopo la vittoria alle elezioni di Hamas nel 2007